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Brochure B2B che converte le 10 mosse per crearla

Anche una brochure B2B cartacea si può trasformare in un efficace mezzo di lead generation

10 passi per creare una brochure B2B che impatti sui tuoi interlocutori. Esamineremo gli elementi che compongono la brochure come la copertina, il testo, i titoli, le immagini. Vedremo anche come inserire dei Call to Action nella tua brochure per trasformarla in uno strumento di lead generation. (Seconda parte)

Nella prima parte dell’articolo, dedicato alla brochure B2B che converte abbiamo analizzato l’importanza della copertina e di alcuni elementi grafici e di contenuto. Continuiamo con l’analizzare gli altri aspetti che contribuiscono a rendere la tua brochure uno strumento di lead-generation.

Risorsa gratuita disponibile a fine articolo: infograficaVai alla video pillola: i concetti base in un minuto o poco più

6. Dal colpo d’occhio al colpo di spugna, il passo è breve (non farsi dimenticare)

Cogliere il tuo messaggio con un colpo d’occhio non significa che, chiusa la brochure, il tuo interlocutore deve dimenticarsi della tua azienda.

Pensaci. Hai costruito una brochure equilibrata, con belle immagini, una struttura di titoli e sottotitoli che trasmette in modo personalizzato il messaggio del tuo prodotto. Le caratteristiche principali e i vantaggi per il cliente nell’utilizzarlo sono ben evidenti, le tabelle e i grafici sono chiari, le foto d’impatto. E ora?

La tua non è una brochure rivolta al B2C, non puoi scrivere “Acquista ora!” perché il processo di acquisto B2B è più articolato e coinvolge più funzioni aziendali. Se, come detto all’inizio, non spetta a te o alla tua brochure vendere il prodotto, è tuo preciso compito far sì che il tuo interlocutore compia un’azione che lo porti verso la tua azienda.

7. Informazioni di contatto

Sì certo, forse ti sentirai un po’ offeso che io parli di informazioni di contatto, non è forse ovvio che ci debbano essere in una brochure? Certo che è ovvio, ma ripeterlo non fa mai male.

Assicurati di includere il nome della società, logo, indirizzo, numero di telefono, e-mail, indirizzo Web, ovvero tutto ciò che può aiutare il tuo interlocutore a entrare facilmente in contatto con l’azienda. Se c’è un numero di telefono specifico per il servizio commerciale, o se avete creato un numero specifico per la tipologia di prodotto promossa nella brochure, inserisci questi piuttosto del numero del centralino. Per i numeri di telefono dedicati puoi anche generare un QR-Code in modo che leggendolo con il cellulare possa attivarsi la modalità chiamata.

8. Efficace nel lungo periodo

La tua brochure deve avere la forza di non farsi dimenticare e anche la forma conta. Ecco perché, almeno personalmente, non sono propensa a forme strane o dimensioni ridotte. Nel nostro esempio del martello Easy Find con GPS potremmo realizzare la brochure a forma di martello. Sicuramente si farebbe notare di più, ma è anche più facile che finisca sotto una pila di documenti più grandi di lei. Se uno dei nostri obiettivi è non essere cestinati, bisogna pensare a una brochure che sia facile da archiviare nel porta documenti della scrivania del nostro interlocutore.

9. Aumenta l’efficacia della brochure con cross media carta/digitale

Ce l’hai fatta! Il tuo interlocutore tiene in bella mostra la tua brochure sulla sua scrivania, vuole farla vedere al suo capo o condividerla con i colleghi prima della prossima riunione tecnica. Non lo sa, ma sta diventando il tuo sponsor, ovvero si sta mettendo nei panni di chi farà un pezzetto di lavoro al posto del tuo commerciale sul campo.

Si trova nella fase del “condivido la mia informazione” e in mano ha la tua brochure. Che può fare a questo punto? Per non farla troppo lunga limitiamoci a due scenari tipici:

  • porta la brochure al collega che però potrebbe non esserne così colpito e magari sulla sua scrivania ha già quella della concorrenza. Il rischio per te è di perdere il tuo possibile sponsor che non avrà più la tua brochure sotto gli occhi.
  • vuole tenere la brochure per sé e pensa di fare una scansione. Attività noiosa che tutti rimandiamo a dopo, a quando avremo un minuto libero etc. etc. In questo caso hai perso l’occasione che il tuo sponsor promuova il tuo prodotto all’interno della sua azienda. Probabilmente ce ne saranno altre, ma questa, di fatto, l’hai perduta.

In entrambi i casi, la sua intenzione di condividere l’informazione ha incontrato degli ostacoli e ogni ostacolo può essere un motivo per “rinviare a domani” per lui e un’occasione persa per te.

L’esempio che ti ho appena fatto evidenzia in modo perfetto l’importanza del concetto di cross media. Il digitale e la carta possono formare una coppia fenomenale per raggiungere l’obiettivo di diffondere il tuo messaggio e generare nuovi lead.

Il digitale e la carta possono formare una coppia perfetta per raggiungere l’obiettivo di diffondere il tuo messaggio e generare nuovi #lead. Condividi il Tweet

Se nella tua brochure hai inserito un link e un QR code per raggiungere la landing-page (per approfondire leggi: Guida per creare una landing page B2Bnel tuo sito, il tuo interlocutore potrà scaricare la versione digitale per girarla al suo collega. Per agevolarlo ulteriormente potresti inserire una funzione tipo “inoltra a un amico” per ridurre ancora di più il tempo tra la sua intenzione di condividere e la possibilità di farlo. Ricorda che è bene pubblicare anche l’indirizzo web per esteso, per questo motivo lo devi rendere il più semplice possibile come ad esempio: www.tuaazienda.com/martellogps.

E poi perché non creare dei QrCode adesivi da dare alla forza vendite? Ciascun commerciale avrà un Qrcode con tutti i suoi dati di contatto e applicandolo alla brochure si garantirà un accesso diretto quando il potenziale cliente vorrà contattarlo.

10 elementi brochure B2B immagine

10. Come una brochure cartacea può generare nuovi lead

Le brochure sono in genere degli strumenti realizzati per una distribuzione su ampia scala e indifferenziata. In fiera le trovi nei dispenser che si affacciano sui corridoi in modo che chiunque passi possa prenderne una e portarsi via un pezzo della tua azienda. Si tratta di una distribuzione indifferenziata poiché, pur essendo il visitatore interessato al settore cui la fiera è dedicata, non è detto che abbia voglia di entrare nel tuo stand per essere accerchiato dai tuoi commerciali. In molti casi il destinatario di una brochure è, quindi, uno sconosciuto. Oggi però puoi fare qualcosa in più per farlo emergere dall’anonimato. Anche la tua brochure cartacea può diventare uno strumento per la generazione di nuovi lead.

Immagina di accennare nella tua brochure a una realtà aziendale che ha applicato il tuo prodotto. Puoi invitare il tuo interlocutore a ricevere gratuitamente il case study; inserisci nella brochure il Qrcode e il link per esteso che gli faccia raggiungere la landing page in cui potrà scaricare il documento, ovviamente dopo aver compilato il semplice form che hai preparato. Ricorda che il form deve rispettare tutte le regole Opt-in di cui parliamo nell’articolo: Come creare una lista di lead per l’email marketing B2B.

Se ti sei perso la prima parte, puoi leggerla qui: 10 mosse per una brochure B2B efficace e che converte

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