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10 passi per creare una brochure B2B efficace e che converte

Anche una brochure B2B cartacea si può trasformare in un efficace mezzo di lead generation

Come fare una brochure aziendale che interessi i tuoi interlocutori.
Ecco dieci passi per creare una brochure di prodotto B2B. Esamineremo gli elementi che compongono la brochure come la copertina, il testo, i titoli, le immagini. Vedremo anche come inserire dei Call to Action nella tua brochure per trasformarla in uno strumento di lead-generation. (Prima parte)

Forse ti chiederai se serve davvero spendere tempo sulle 10 passi per creare una brochure B2B quando, in fondo, che un prodotto sia rivolto al mercato B2B o B2C il compito della brochure di promuoverlo non cambia. Vero. Non devi però dimenticare che il processo di acquisto del B2B è diverso dal B2C e la tua brochure dovrà riflettere questa diversità. E dunque ecco a te i dieci passi di cui devi tenere conto.

Risorsa gratuita disponibile a fine articolo: infograficaVai alla video pillola: i concetti base in un minuto o poco più

1. La copertina: dove tutto ha inizio

La migliore scuola viene dall’esperienza. Quante volte ti sei trovato davanti a un espositore pieno di brochure, ad esempio, di viaggi? E cosa ti ha fatto decidere per una brochure piuttosto che un’altra? Facile, la copertina. Che sia per la veste grafica, le immagini o la promessa di un acquisto che non puoi perdere, la decisione di prendere in mano quella brochure è dettata dalla copertina.

Lavori nel mercato B2B industriale quindi difficilmente avrai la possibilità di inserire un forte messaggio di vendita ma non disperare, abbiamo molti archi per le nostre frecce.

2. Il giusto arco per ogni tipo di freccia: immagine e titolo

Devo dirti che io preferisco copertine “pulite” con pochi elementi grafici. Gli unici elementi che uso sono il logo, il titolo, un’immagine e lo spazio bianco.

Ora proviamo a fare un esempio con Easy Find con GPS, il martello innovativo per operai di cantieri edili che perdono sempre i loro martelli. Dobbiamo scegliere l’immagine di copertina, quale useresti?:

  1. L’immagine del martello
  2. L’immagine di un operaio in cantiere che utilizza il martello con GPS

Hai scelto il numero due? Ottimo. Hai scelto il numero uno? Molto bene. E allora? Qualunque scelta si faccia si vince sempre? No, tutto dipende dal tuo obiettivo e dal tuo mercato di riferimento. Utilizzare l’immagine del prodotto nella copertina della brochure è la soluzione se ti rivolgi a molti mercati diversi e non hai la possibilità di dedicare un singolo documento a ciascuno di essi. Ma se questo non è il tuo caso, dovresti optare per la seconda soluzione. Nel nostro esempio abbiamo detto che la brochure è dedicata ai cantieri edili, quindi prova a metterti nei panni dei costruttori edili ai quali ti rivolgi. Saresti più portato ad aprire una brochure che riporta l’immagine di un martello per quanto spaziale, oppure quella che presenta un mondo a te conosciuto, il tuo mondo!

Dato che ci giochiamo tutto sull’immagine, questa deve provocare un’emozione, suscitare un senso di appartenenza.

Un titolo efficace

Secondo te cosa funziona meglio.

  1. Martello Easy Find con GPS integrato, lo controlli con un’App
  2. Il tuo martello a portata di mano quando ti serve

Nel primo caso descriviamo una particolarità del martello, magari è anche la caratteristica che lo rende unico sul mercato. E va bene.

Con il secondo titolo, invece, stai fornendo al tuo interlocutore la soluzione al problema di non trovare il martello quando serve. In questo caso stai parlando al capo cantiere dicendogli che conosci bene il suo annoso cruccio relativo alla perdita dei martelli. Lo conosci talmente bene che ne hai fatto uno apposta per lui.

Ricorda non è tuo compito vendere il prodotto, per quello c’è la rete di vendita della tua azienda. Tu devi coinvolgere il tuo interlocutore. Far sì che sia invogliato ad aprire la brochure che hai creato e a mettersi in contatto con la tua azienda.

10 elementi brochure B2B immagine

Il compito della tua #brochure B2B non è vendere un prodotto ma coinvolgere il tuo interlocutore. Condividi il Tweet

3. Una delizia per gli occhi: lo spazio bianco

L’occhio, si sa, vuole la sua parte. E l’ultima cosa che un occhio vuole sono colonne di testo compresso in stile codice civile.

Anche la pagina vuole la sua parte, ovvero respirare! Lascia respirare le tue pagine, calibra testi, immagini e spazi bianchi. Guarda allo spazio bianco non come un vuoto da colmare ma come un elemento della tua impaginazione e della tua creatività.

Se il tuo lavoro deve passare al vaglio di altre persone alle quali devi rispondere, è possibile che troverai qualche ostacolo. Nelle piccole e medie aziende industriali spesso vigono tradizioni che sono dure a morire e farai non poca fatica a introdurre lo spazio bianco come elemento distintivo della tua brochure. Ti sentirai chiedere: “e se lo usassimo per metterci il logo? perché non ampli il testo così arrivi fino a bordo pagina? Mettiamoci un’altra immagine visto che c’è posto!”

Sii tenace, persisti, contratta e lavoro dopo lavoro vedrai che riuscirai a conquistare il tuo spazio bianco.

4. Non scrivi per essere letto

Sì, ti piace scrivere e lo sai fare bene, ma ricorda che non stai scrivendo una brochure per essere letto. Devi scrivere per trasmettere un messaggio. Devi pensare al tuo interlocutore come a una comitiva di turisti cinesi che in un’ora visitano Milano, Roma e Firenze e sono felici di aver visto l’Italia.

I testi di una brochure devono essere brevi, come un “mordi e fuggi”. Ti servono frasi chiare e devi costruire uno schema di titoli e sottotitoli che consentano al lettore di cogliere i punti chiave del prodotto senza neppure leggere il testo.

Il tuo interlocutore in un colpo d’occhio deve giungere al centro del suo problema e della tua soluzione.

Se hai una serie di caratteristiche di cui parlare, usa una lista, oppure una tabella. Anche i grafici sono un ottimo strumento per illustrare i benefici o le prestazioni del prodotto. L’importante è non abusarne.

Tieni sempre a mente l’obiettivo principale, far passare il tuo messaggio nel modo più rapido e completo possibile.

5. Immagini professionali

Le immagini sono molto importanti per dare tono alla tua brochure ma devono essere usate nel modo giusto. Non inondare l’impaginato di vecchie e stanche immagini di prodotto. Lavorare nell’industria significa parlare, in definitiva, di “pezzi di ferro”, capacità d’attrazione visiva meno che zero.

Per questo motivo ti devi affidare a dei fotografi industriali che hanno l’abilità di tirare fuori l’anima del prodotto nascosta nel suo profondo. Scovali, selezionali e creati un archivio di belle foto. Ricordati che ti devono fornire i file in alta risoluzione con un minimo di 300dpi e le dimensioni devono essere tali da permetterti di utilizzarle anche per poster da realizzare per eventi o presenze in fiera. Se con il fotografo hai concordato uno sfondo, ricordati anche di farti consegnare i file in formato PSD con i livelli separati, questo ti consentirà di usare le foto con o senza sfondo secondo le tue necessità.

Prosegui la lettura nella seconda parte Brochure B2B che converte: le 10 mosse per crearla.

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