Se i lead aumentano ma le vendite sono ferme, il problema non è il commerciale

C’è una frase che torna spesso durante le prime call con dei potenziali clienti che hanno già investito in attività marketing, da soli o con altre agenzie,: «Abbiamo aumentato i contatti, ma le vendite non si muovono».

Di solito, la reazione immediata in azienda è puntare il dito contro il reparto commerciale.
Si pensa che i venditori non sappiano lavorare bene i lead e chiuderli oppure che manchi loro “fame”.

Nella maggior parte dei casi, però, il problema non è lì.
Il problema è a monte, è una questione di impostazione strategica che finisce sulla scrivania dei venditori sotto forma di tempo perso e trattative che non portano da nessuna parte.

L’illusione della quantità

Nel B2B complesso, che si tratti di industria, tecnologia o software, esiste un equivoco duro a morire: l’idea che più lead equivalgano a più opportunità di vendita.
In realtà, spesso accade l’esatto contrario.

Quando il posizionamento non è chiaro, il sito prova a parlare a chiunque e le attività di marketing si sono accumulate nel tempo senza una direzione precisa, il risultato è matematico: arrivano contatti, ma non sono quelli giusti.

Nel B2B questo errore si paga caro. Ogni contatto fuori target significa ore spese a capire se ha senso procedere, call tecniche inutili e preventivi che non si chiuderanno mai.
Il marketing, invece di spianare la strada alle vendite, finisce per intasarle a vuoto.

Il punto che molti evitano

C’è un aspetto che molte aziende fanno fatica ad accettare: non puoi lavorare con tutti. Se il tuo valore sta nell’entrare nei progetti, nell’affiancare il cliente e nel gestire percorsi medio-lunghi, esiste un limite naturale.
Non è solo una “raffinata” scelta di marketing, è proprio un limite operativo della struttura aziendale e del suo modello di business.

Se lo ignori il messaggio si annacqua per cercare di accontentare tutti, il posizionamento si indebolisce e la qualità dei contatti ricevuti inevitabilmente si abbassa.
Se invece lo accetti, cambia tutto. Il marketing smette di essere un megafono che urla nel mucchio e diventa un filtro.
Non devi più piacere a tutti; devi diventare l’unica scelta rilevante per quella nicchia specifica che ha davvero bisogno di te.

L’aspetto critico: la paura di scegliere

Alla fine il punto è questo: se stai cercando di vendere tutto a tutti, il problema non è il marketing.
È che non stai scegliendo.
E finché non lo fai, continuerai ad attirare richieste fuori target, il commerciale lavorerà tantissimo con pochissimo risultato e avrai la costante sensazione di correre restando sempre nello stesso posto.

Quando invece il lavoro di selezione è fatto bene, succede una cosa contro intuitiva: i lead diminuiscono. Ma sono coerenti. Le conversazioni cambiano faccia, le trattative diventano più pulite e non devi più “convincere” nessuno. Devi solo capire se ha senso lavorare insieme. È lì che le vendite e il fatturato (quello “buono”) crescono.

In sintesi

Se i lead aumentano ma le vendite restano ferme, smettila di ottimizzare le campagne o di fare pressione sui venditori.

Domandati prima: stai parlando alle persone giuste? E soprattutto: hai il coraggio di escludere chi non è in target?

Perché se la risposta è no, puoi inseguire nuove tecniche di marketing, ma le vendite faranno sempre fatica e resteranno imprevedibili.

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