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Come scegliere un consulente SEO?

Cosa fa un consulente SEO? Come sceglierlo?
Ma cosa cosa significa fare SEO? Vediamo i punti principali per acquisire la conoscenza indispensabile per la scelta di un consulente o un’agenzia SEO che svolga in modo competente l’indicizzazione e il posizionamento del sito web aziendale.

Scegliere un consulente SEO o una Web agency che si occupi del posizionamento e ottimizzazione SEO del sito aziendale è un momento importante della tua attività di comunicazione d’impresa digitale.

Costruire un sito perfetto, produrre degli ottimi contenuti con un buona strategia di content marketing, ha poco valore se nessuno conosce il sito. Ed è proprio questo, in estrema sintesi, il compito dell’esperto SEO: far sapere al mondo che il tuo sito aziendale esiste.

Per scegliere in modo adeguato il tuo fornitore esterno devi avere la conoscenza base delle attività necessarie al posizionamento SEO.

Questo articolo è diviso in due parti:

  • La prima ha l’obiettivo di farti conoscere gli elementi fondamentali della SEO.
  • Nella seconda trovi alcuni suggerimenti su come scegliere il consulente SEO.
Risorsa gratuita a fine articolo: Check list colloquio consulente SEOVai alla video pillola: i concetti base in un minuto o poco più

Cosa significa SEO?

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization e comprende le attività rivolte alla ottimizzazione delle pagine di un sito web, per il loro miglior posizionamento possibile fra i risultati organici delle pagine di ricerca ovvero della SERP (Search Engine Results page). Per “risultati organici”, si intendono i risultati prodotti da attività non a pagamento, esclusa quindi la pubblicità.

Su quali motori di ricerca devo essere presente?

Su tutti, ma particolare attenzione la si deve dare a Google perché, che ci piaccia o meno, attualmente dalle sue pagine passa quasi tutto il traffico di ricerca mondiale. Lo puoi testare in tempo reale dal sito Netmarketshare: ecco la situazione ad agosto 2018 della stessa Netshare:

Perché è così importante la prima pagina di Google?

Avvaliamoci di un altro sito di analisi, questa volta è Advanced Web Ranking, che mostra i risultati dei click ricevuti dai link presenti nelle diverse pagine:

Nella prima pagina poi, conta anche la posizione:

  • i primi cinque link (organici) ricevono il 67,60% di click,
  • dal sesto al decimo solo il 3,73%.

Con questi numeri, il tuo lavoro potrebbe non produrre risultati se non attui e pianifichi una buona strategia di posizionamento SEO.

La morale a questo punto è che se hai realizzato un sito aziendale basato su un robusto CMS (Content Management System), su una buona strategia di contenuti, con Landing-pages per la conversione dei visitatori, con una grafica accattivante e una navigazione chiara e immediata, be’, sei solo a metà strada.

Come si fa il posizionamento sui motori di ricerca?

Esistono diverse tecniche di indicizzazione di un sito che possiamo utilizzare per il posizionamento del sito web aziendale nei motori di ricerca. Te li elenco spiegando i termini in inglese e le sigle con le quali vi si fa riferimento. Iniziamo con il più noto.

Keywords o parole chiave

Le parole chiave sono il ponte fra l’intenzione di ricerca espressa dal tuo interlocutore e le pagine del sito web aziendale.

Prima di scrivere un contenuto per il tuo sito aziendale dovresti verificare quali parole vengono utilizzate per raggiungere l’oggetto del tuo articolo.

Per fare un esempio cerchiamo in Google: freni a disco meccanici. Come vedi nell’immagine qui sotto, appena scrivo la mia ricerca, Google mi propone delle possibile varianti:

esempio ricerca parole chiave google

Sono tutte possibili keywords che puoi utilizzare nei tuoi contenuti.

Se scrolli fino a fine pagina trovi altri suggerimenti che Google chiama “Ricerche correlate”,

anche le ricerche correlate sono una fonte di ispirazione.

I servizi online per l’analisi delle Keyword

Quello appena visto è il modo più semplice per ricercare delle keyword. Esistono però dei servizi online specializzati nell’analisi delle parole chiave che offrono informazioni di dettaglio. Una di queste è, ad esempio, il volume di ricerca, ovvero quante volte quella parola chiave è utilizzata.

Alcuni servizi sono: Ubersuggest, AnswerThePublic, SuggestMrx, Hypersuggest o il più tradizionale Google AdWords Keyword Planner.

Long tail keyword: verso la Voice search

Le chiavi di ricerca a “coda lunga” (Long-tail keyword) sono in realtà delle frasi vere e proprie. Il nostro esempio sui freni a disco meccanici è in realtà un esempio di long-tail.

Una long-tail attira meno ricerche ma è capace di portare traffico più qualificato. Se infatti una persona fa una richiesta specifica è plausibile che abbia già le idee chiare su cosa cerca.

Teniamo anche conto che una long-tail keyword è, in fondo, il modo più naturale di cercare in rete ed è la base per le funzioni di Voice Search ovvero di ricerca vocale via mobile. Una modalità in forte espansione.

L’attenzione che il consulente SEO pone o meno sull’ottimizzazione per il mobile è già un indice importante per la scelta. Il posizionamento guarda al futuro e il futuro è mobile.

L'attenzione che il #consulente #SEO pone o meno sull'ottimizzazione per il mobile è già un indice importante per la scelta. Il posizionamento guarda al futuro e il futuro per il mobile è #VoiceSearch Condividi il Tweet

Altri termini nel posizionamento nei motori di ricerca

La SEO non è l’unica tecnica per posizionare il tuo sito nei motori di ricerca. I risultati prodotti da attività SEO sono detti organici quando il posizionamento avviene in modo naturale, senza il corrispettivo di un pagamento.

SEA (Search Engine Advertising)

Se il posizionamento avviene con una campagna pubblicitaria per creare link sponsorizzati sui motori di ricerca parliamo di SEA. Le piattaforme pubblicitarie più note sono Google Adwords e Bing ADS.

Questi link vengono contraddistinti dal quadratino “Ann.” prima del link stesso.

SEO e SEA nel piano SEM

SEM (Search Engine Marketing) è il piano di posizionamento e ottimizzazione che comprende le tecniche SEO e SEA per ottenere visibilità sui motori di ricerca.

Tecniche di ottimizzazione del sito aziendale

Oltre alle tecniche di posizionamento puoi attuare sul tuo web aziendale delle tecniche di ottimizzazione che concorrono al posizionamento del sito stesso nelle pagine di ricerca.

Ti suggerisco anche:

Che cos’è On-page SEO?

Per On-page SEO si intendono tutte quelle attività volte a ottimizzare il sito web aziendale affinché possa essere facilmente indicizzato dai motori di ricerca.

Le attività On-page SEO si dividono in due categorie le attività strutturali e le attività di contenuto. Ne elenco alcune senza entrare nel dettaglio.

Le attività strutturali sono ad esempio:

  • Ottimizzazione del codice,
  • Invio della Sitemap,
  • Velocità di risposta del server,
  • Interfaccia e design usabile e responsive,
  • Uso del file robots.txt.

Le attività di contenuti sono ad esempio:

  • Creazione di contenuti utili,
  • Utilizzo di keyword: parole chiave singole,
  • Utilizzo di long tail keyword: frasi di ricerca di più parole molto utili per la voice research verso la quale stiamo andando,
  • Strutturazione degli elementi della pagina come titoli, sottotitoli, immagini,
  • Uso di link interni: link ad altre pagine del sito,
  • Uso link di uscita: link a siti esterni considerati autorevoli,
  • Bottoni di condivisione con i social.

Che cos’è Off-page SEO?

La Off-page SEO comprende le attività che possiamo attuare all’esterno del sito e che puntano a migliorare l’ottimizzazione attraverso l’incremento dell’autorevolezza del tuo sito web aziendale.

E’ un attività delicata che richiede un’analisi attenta dei siti sui quali apparire o con i quali collaborare. Alcune attività possono essere:

  • Link building: link che dall’esterno puntano al tuo sito aziendale. Massima attenzione alla valutazione dei siti con cui fare link building. Purtroppo esistono pratiche illecite che creano link building fittizi che sul lungo periodo danneggiano l’autorevolezza del sito aziendale.
  • La presenza sui Social: importante identificare quello più adatto alla  propria azienda. Altrettanto fondamentale aprire solo i canali social che si possono gestire. Meglio non esserci che avere una presenza vecchia e stantia.

Ecco la tavola periodica SEO di Searchengineland che sintetizza tutti gli elementi della SEO.

Dalle tecniche di ottimizzazione alla scelta del consulente SEO

Se hai dato uno sguardo alla tavola periodica SEO, ti sarai reso conto come occuparsi di SEO sia un lavoro che richiede competenze specifiche.

A meno che tu non sia un esperto SEO devi collaborare con un consulente o a un’agenzia SEO esterna.

Prima di iniziare la ricerca, fermati e chiediti: qual è il mio obiettivo?

Inizia a farti un’idea di ciò che vuoi ottenere con l’investimento in SEO. Facciamo l’esempio che voglia: ricevere 100 richieste di offerta al mese dal sito.

Bene, per raggiungere questo obiettivo non basta un buon consulente SEO, ci vogliono anche buoni contenuti e una strategia di Content marketing.

Nell’ambito di questa più ampia strategia il compito del consulente SEO è di proporti e attuare una strategia per migliorare la visibilità  e l’usabilità del sito aziendale con l’obiettivo di incrementare il tasso di conversione.

L’esperto SEO mi garantisce il posizionamento nella prima pagina?

No. Il consulente SEO non può garantirti il posizionamento nella prima pagina. Devi anzi diffidare da chi te l’assicura:

Non fidarti delle SEO che affermano di garantire una determinata posizione nei risultati, che vantano di avere un “rapporto speciale” con Google o che pubblicizzano “l’inclusione prioritaria” su Google. Google non ammette inclusioni prioritarie.

– Support Google Webmaster –

Questo non significa che posizionare il sito in prima pagina non sia uno degli obiettivi per raggiungere il quale il consulente SEO deve attuare le strategie adatte al tuo sito.

Come trovare dei nominativi di consulenti SEO

Come per molte cose il passaparola è la forma più immediata. Se conosci i responsabili marketing e comunicazione di altre aziende puoi chiedere a loro con chi lavorano.

Anche LinkedIn è una buona fonte, così come i gruppi e community SEO ad esempio in Facebook. Per ultimo la ricerca in Google.

Questo lavoro di scouting dovrebbe consentirti di avere una prima lista con alcuni nominativi tra consulenti e web agency.

Mettili in ordine di importanza. Lo so, in questa fase lo puoi fare solo in modo empirico. Se, ad esempio, un nome ti è stato consigliato da una persona che conosci e stimi sarà il primo della lista, un nome trovato in Google sarà l’ultimo della lista.

Usa il colloquio formativo: metti alla prova la tua competenza

Come per altre tipologie di fornitori, il tuo candidato è tanto più attento e preciso quanto più percepisce che davanti a sé ha qualcuno che conosce ciò di cui parla.

Un’attenzione che scende se scopre che stai citando sigle senza averne compreso il significato.

Parti quindi dai nominativi in fondo alla lista, quelli ai quali sei meno interessato, e usa i colloqui come tua formazione personale.

Vedi come il tuo possibile fornitore reagisce quando parli di SEM e SEA, di analisi del tuo sito per verificarne l’on-line page SEO. Insomma metti alla prova le tue conoscenze, stai attento a come risponde, dove magari ti corregge, se ha delle espressioni dubbiose e così via.

In questo modo ti prepari all’incontro con il fornitore che davvero ti interessa e non sarai completamente in balia della sua “parlantina”.

Ritieni che sia poco etico “usare” in modo consapevole qualcuno per la tua formazione sapendo che non gli affiderai mai un incarico?

E chi te lo dice?

Magari a fine selezione scopri che il freelance un po’ sbrindellato è più efficace, preciso e preparato della web agency blasonata.

No perdi tempo, incontro con il tecnico

Hai già investito molto tempo nel prepararti agli incontri, non ne hai altro da perdere. Al momento di fissare l’appuntamento chiarisci che vuoi la presenza di una persona competente.
Soprattutto per le  web agency SEO più strutturate è facile che al primo appuntamento arrivi solo il commerciale e purtroppo, molto spesso, ne sa meno di te.

Non è colpa delle agenzie. Sono consapevoli di lavorare su un terreno poco conosciuto e dunque è lecito che sondino se c’è un vero interesse prima di coinvolgere risorse per loro importanti.

Ma tu ora sei preparato devi quindi andare al sodo fin dal primo incontro.

Quali domande fare durante il colloquio con il SEO?

Puoi scaricare la check list con le domande da fare e quelle che ti devi aspettare da un buon consulente SEO.

A conclusione delle interviste  e della valutazione delle referenze devi selezionare al massimo due proposte e chiedere un audit del posizionamento del sito aziendale. A volte sono gratuiti, altre no. Nel secondo caso, per ridurre i costi, specifica che in questa fase ti serve un’analisi di base.

Se hai già attivato dei tools d’analisi (Analytics, Google Search Console ecc.) dovrai dargli un accesso limitato.

Potrai poi confrontare le due analisi, valutarne la presentazione, la tipologia di risultati e le proposte del consulente. Su questa base dovrebbe essere più facile operare la scelta finale.

E se ancora non riesci a scegliere almeno ora hai consapevolezza delle criticità presenti nel sito aziendale attuale.

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